“Lupin – Il musical” è una produzione originale italiana scritta da Salvatore Sito, con musiche di Paola Magnanini, in tournée nazionale a partire da novembre 2025. Lo spettacolo nasce come progetto autoriale inedito e si colloca nel panorama del teatro musicale contemporaneo italiano con l’obiettivo di raccontare il mito del ladro gentiluomo attraverso un linguaggio scenico e musicale originale.
Il team creativo riunisce diversi professionisti del settore: le coreografie sono firmate da Silvia Raschi, la direzione musicale è affidata a Rosa Sito, mentre scene e costumi portano rispettivamente la firma di Matteo Capobianco e Silvia Lumes. Trucco e parrucche sono curati da Enea Bucchi e Simona Cassanelli; il disegno luci è di Matteo Risi e il sound design di Nicola Pacetta. L’identità visiva del progetto – logo, grafiche e locandina – è invece realizzata da Stefano Bonsi.
Il cast principale vede Flavio Gismondi nel ruolo di Lupin, Angelica Cinquantini in quello di Isabelle, Federica Basile nei panni di Margot, Umberto Scida come Armand, Paolo Bianca nel ruolo di Blake e Andrea Rodi in quello dell’Ispettore Ganimard. A completare la compagnia un ensemble composto da Mirco Di Santo, Marco Gabrielli, Noemi Cappellini, Gabriella Serio, Riccardo Ciabò, Letterio Silipigni, Maira Albano, Ludovica Sannazzaro, Luca Benini e Laura Dinoi.
Il 6 febbraio 2026 lo spettacolo è approdato al Teatro Verdi di Montecatini in una versione in atto unico, confermando l’intento di proporre un musical originale italiano e non una trasposizione di modelli stranieri già affermati. Questo rappresenta senza dubbio uno degli elementi più significativi dell’operazione: un progetto autoriale che tenta di costruire un’identità propria all’interno del teatro musicale nazionale.
Il cast si dimostra all’altezza dell’impresa, compatto e credibile nella resa scenica. La costruzione dei personaggi e delle relazioni appare funzionale al ritmo del racconto e lascia intravedere margini di ulteriore sviluppo, soprattutto in alcuni passaggi narrativi che potrebbero essere approfonditi per rafforzare ulteriormente il coinvolgimento emotivo, come il rapporto burrascoso tra Blake e la figlia Margot, oppure là dove interviene il ricordo del papà di Lupin.
L’impianto visivo risulta coerente e suggestivo: scenografie e costumi, dominati da una palette in bianco e nero d’ispirazione retrò e marcatamente parisienne, costruiscono un’atmosfera elegante e riconoscibile. Al tempo stesso, la scelta di mantenere per tutta la durata dello spettacolo un’estetica così uniforme finisce per appesantire leggermente la visione, riducendo la varietà percettiva pur restando stilisticamente efficace.
Le canzoni, tutte originali e in lingua italiana, risultano ben integrate nella narrazione e contribuiscono a far procedere la storia senza apparire decorative. L’impianto musicale privilegia la funzione narrativa e mantiene una buona coerenza interna; una maggiore varietà stilistica avrebbe potuto ampliare ulteriormente la dinamica complessiva, valorizzando le potenzialità già presenti nella scrittura.
Nel complesso, “Lupin – Il musical” rappresenta un progetto coraggioso e significativo per il teatro musicale italiano, appetibile per un vasto pubblico. Pur con alcuni aspetti ancora perfettibili, lo spettacolo manifesta una chiara volontà autoriale e una ricerca identitaria che meritano attenzione, sostegno e sviluppo futuro.
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