GREASE - La Brillantina che ha acceso il Teatro Olimpico

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GREASE - La Brillantina che ha acceso il Teatro Olimpico

Dimenticate l'automobile di Ritorno al Futuro e anche la cabina telefonica di Doctor Who, perché la vera macchina del tempo, fino all'1 di dicembre, è il Teatro Sistina di Roma, dove il 19 novembre ha aperto GREASE, produzione del 2017 della Compagnia della Rancia. Quello che dovrete fare sarà prendere posto nella vostra poltrona e lasciarvi trasportare dalle canzoni e dalla magia del teatro.
Le luci si spengono, in un attimo è settembre e gli anni '50 sono ormai agli sgoccioli.
Sandy e Danny si sono conosciuti durante le vacanze estive, vivendo una magica storia d'amore che si è conclusa troppo presto con l'arrivo di settembre e con la speranza di incontrarsi ancora l'anno successivo. Nessuno dei due avrebbe mai immaginato di trovare l'altro a scuola, alla Rydell High School, all'inizio delle lezioni, ma è proprio quello che succede non appena Sandy, appena trasferitasi, confessa alle Pink Ladies il nome del ragazzo che le ha rubato il cuore. È grazie a Rizzo che incontra di nuovo Danny che però, per non fare brutta figura con i suoi amici, i T-Birds, tratta la ragazza con sufficienza, ferendola. Per riconquistarla, il ragazzo si iscrive alla squadra di atletica. Tutto sembra andare perfettamente, fino al ballo organizzato nella palestra del liceo da una rete televisiva nazionale, quando Danny viene allontanato da Sandy per ballare con Cha Cha di Gregorio, la miglior ballerina di San Bernadette con la peggiore reputazione, compagna di Kenickie per quella sera ed ex fiamma di Danny. Per rimediare al malinteso, il ragazzo invita Sandy al drive in, dove le dona un anello per dimostrarle il suo affetto. Quando però i baci di Danny si fanno più insistenti, Sandy va su tutte le furie e se ne va, lasciandolo solo.
Nel frattempo, Rizzo confessa a Martin di essere probabilmente incinta. La notizia corre veloce, e Kenickie, appena lo viene a sapere, è pronto a prendersi cura del bambino, ma rimane ferito quando scopre di non essere lui il padre, nonostante i due si fossero frequentati per qualche tempo.
Sandy, dopo una discussione con Rizzo, capisce che è arrivato il momento di abbandonare i panni di Sandra Dee, quelli di una ragazza semplice e pura - che il buon vecchio Dante avrebbe definito "donna angelica" -, per indossare quelli di una Pink Lady. Ecco quindi che, alla festa del diploma, quando anche Danny si è deciso a cambiare per Sandy, questa fa il suo ingresso preceduta dai suoi vaporosi capelli cotonati e dal fumo della sigaretta che tiene tra le dita, pronta a riconquistare quel ragazzo di cui si era innamorata durante l'estate.

Il musical di Grease ha esordito a Chicago nel 1971, per poi sbancare nei cinema nel 1978. Da quel momento, la musica, le coreografie, gli abiti e gli stili dei protagonisti sono entrati a fare parte della nostra vita e dell'immaginario collettivo, facendo diventare il film un cult a livello mondiale. Quante volte ci siamo ritrovati a mettere su il DVD e a rivedere le nostre scene preferite, o ad alzare il volume non appena si sentono anche solo le note iniziali di uno dei suoi brani?
La sua trama complessa segue le vicende di un gruppo di adolescenti che cercano il loro posto nel mondo e che compiono una formazione che li porterà, alla fine dello spettacolo, a diplomarsi e a lasciare il liceo Rydell.
Se le formazioni di Sandy e di Danny avvengono per permettere che la loro relazione funzioni, quelle di personaggi come Rizzo e Frenchy prendono un'altra via: la prima conosce la maturazione grazie ad una probabile gravidanza che le potrebbe cambiare la vita, la seconda invece accumulando un fallimento dietro l'altro. Rizzo, quando scopre di essere incinta, non rinnega se stessa o le scelte fatte, ma dà loro più importanza perché l'hanno resa la donna che voleva diventare, incurante dei pettegolezzi e di quel che gli altri si aspettano da lei, facendo affidamento solo su di sé.
Frenchy, dal canto suo, ha bisogno di qualcuno ad indicarle la via, a suggerirle cosa fare, come un angelo custode, ed è ciò che chiede di avere. Quando Teen Angel, le suggerisce di abbandonare la scuola di estetica e di tornare al Rydell, lo fa illustrandole i fallimenti che ha collezionato. Solo così, Frenchy si rende conto che la scelta giusta per lei è di finire il liceo e di diplomarsi con i suoi amici.
Per quanto riguarda i protagonisti, Danny e Sandy, entrambi hanno apportato dei cambiamenti nella loro vita, diventando il primo un ragazzo più serio e responsabile, e la seconda lasciandosi andare e abbandonando le fattezze di Sandra Dee, concedendosi finalmente a quella storia d'amore che speravano - e speravamo - si realizzasse fin dall'inizio.
Insomma, l'unico personaggio che sembra essere incurante della società opprimente di quegli anni è Rizzo, che vive la sua giovinezza senza lasciarsi scappare le occasioni che, una volta adulta, avrebbe rimpianto.

Le formazioni dei personaggi sono state trasportate nella produzione della Compagnia della Rancia, in un modo più o meno fedele. Il Danny Zuko di Simone Sassudelli ricalca alcuni tratti del personaggio che tutti noi abbiamo imparato ad amare, come la sua camminata ondeggiante e il suo tono strafottente e sicuro di sé, aggiungendo però un tocco di ironia tipica di un ragazzo adolescente che lo rende ancora più amabile. Per non parlare di come Francesca Ciavaglia sia riuscita a rendere Sandy perfettamente: dolce e timida all'inizio e sfacciata e audace alla fine. Di un'ingenuità irresistibile è il personaggio di Doody interpretato da Gioacchino Inzirillo che, riprendendo forse l'esibizione di Jordan Fisher in Grease Live! del 2016, ha reso, con la sua chitarra e l'aria innocente, Magiche Note (traduzione di Those Magic Changes) una ballad acustica commovente a tal punto da far venire voglia di tirare fuori un accendino e di sventolarlo dalla platea. Discutibile è stata invece la scelta della compagnia di rappresentare Teen Angel, portato in scena da Nick Casciaro, come un personaggio fin troppo simile alla creatura del Rocky Horror, rendendo quella scena, importante per la formazione di Frenchy, più frivola e meno significativa, distogliendo l'attenzione dalla formazione di lei per puntarla tutta sugli addominali in vista dell'attore.

Il lavoro fatto dai traduttori Franco Travaglio e Michele Renzullo è stato all'altezza dei testi originali, con tutte le difficoltà dei casi: indubbiamente, una canzone come Hopelessly Devoted To You necessitava di particolari attenzioni, considerato come anche il titolo stesso sia difficilissimo da rendere in italiano con la medesima densità che un'interprete come Olivia-Newton John e un cantautore come John Farrar sono riusciti a trasmetterci con la versione cinematografica. Tuttavia, l'adattamento italiano di molti brani era più che ottimo, specialmente grazie anche alle coreografie di Gillian Bruce che hanno permesso agli spettatori di rivivere le scene di quel film che tanto hanno amato ancora più intensamente.

Insomma, la Grease-Mania è tornata e sembra averlo fatto con una produzione che trabocca di talenti. Lo spettacolo è divertente, strappalacrime e intenso, proprio come ci si aspetterebbe da un musical colossale come Grease.
Quello che ci resta da fare ora, con il cuore pesante di emozioni intramontabili, è di alzarsi dalla poltrona, lanciare un ultimo sguardo a quel palco che fino a pochi istanti prima pullulava di giovani entusiasti, e lasciare il teatro, con le canzoni che ancora suonano nella nostra testa e le gambe che tremano per il desiderio di ballare.

Grease
Regia di Saverio Marconi e Mauro Simone
Adattamento di Saverio Marconi
Musiche di B. Gibb, J. Farrar, L. St. Luis, S. Simon, T. Kitt e B. Yorkey
Traduzione ed adattamenti di Michele Renzullo e Franco Travaglio
Coreografie di Gillian Bruce
Scene e costumi di Gabriele Moreschi e Carla Accoramboni

Con Simone Sassudelli, Francesca Ciavaglia, Giorgio Camandona, Eleonora Lombardo, Nick Casciaro, Gioacchino Inzirillo, Matteo Romano, Matteo Germinario, Federica Vitiello, Alice Luterotti, Eleonora Buccarini, Maria Sacchi, Lorenzo Belviso, Elisa Gobbi, Federico Colonnelli, Martina Santoro, Silvia Riccò e Francesco Marino



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From This Author Sara Crescente