BWW Review: SWEENEY TODD IL DIABOLICO BARBIERE DI FLEET STREET al Teatro Olimpico

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BWW Review: SWEENEY TODD IL DIABOLICO BARBIERE DI FLEET STREET  al Teatro Olimpico

Immaginate per un attimo di prendere la metropolitana e ritrovarvi a Times Square: immaginate di comprare un biglietto per lo spettacolo della sera al botteghino della celebre piazza, di entrare in uno dei tanti teatri di Broadway e di assistere ad una rappresentazione di uno dei più famosi musical di Stephen Sondheim: SWEENEY TODD Il diabolico barbiere di Fleet Street. Solo che non siete a New York, siete a Roma al Teatro Olimpico: anche se il musical è tradotto in italiano, la qualità dello spettacolo andato in scena nel teatro romano non ha nulla da invidiare ad una equivalente produzione americana, o quasi.

Avendo assistito un paio di anni fa a una produzione off-Broadway e divorato più volte il dvd della versione originale del 1979, si può sicuramente affermare che l'atmosfera estremamente dark di questo musical si conferma ancora la sua carta vincente. Con un allestimento molto fedele a quella versione con Angela Lansbury e Len Cariou, produzione che si assicurò ben 8 Tony Awards, il regista Claudio Insegno è riuscito a ricreare una atmosfera molto simile guidando i suoi interpreti con maestria e tempismo nel non semplice adattamento in italiano di questo difficile testo.

Ambientato attorno al 1850, la trama vede il protagonista Benjamin Barker tornare a Londra dopo una ingiusta condanna che lo ha visto in esilio in Australia per 15 anni. Il suo desiderio di vendetta contro il giudice che lo condannò solo per approfittare di sua moglie che lui crede morta, lo riporta nel suo vecchio negozio ora gestito da Mrs. Lovett. La terribile cuoca che lo ha trasformato in un forno dove prepara i celebri "pie" inglesi, si innamora del barbiere che ora si fa chiamare Sweeney Todd: i due attuano un piano per uccidere il giudice e liberare la figlia di Todd rimasta sua succube. Dopo il primo omicidio, avvenuto per sfuggire al ricatto di chi lo ha riconosciuto, Todd sta per sotterrare il cadavere e Mrs. Lovett decide invece di utilizzare le sue carni per preparare una nuova "ricetta" che ottiene subito un grande successo. Cadavere dopo cadavere, il drammatico gioco prende il sopravvento fino ad arrivare all'epilogo finale che vede Sweeney uccidere per sbaglio la sua amata moglie che si celava sotto le vesti di una mendicante per poi accanirsi contro Mrs Lovett, rea di avergli mentito. Lui stesso annientato dalla morte delle due donne si lascerà poi uccidere dal loro garzone di bottega Tobias.

Le partiture di Stephen Sondheim non sono per tutti. Sono molto particolari, molto articolate, uniche rispetto alla gran parte dei musical più popolari e per questo non conoscono vie di mezzo: o si amano o si odiano. Emiliano Palmieri si è accollato il difficilissimo compito di adattare i testi originali. Compito mai semplice ma in questo caso ancora più impegnativo soprattutto quando per rispettare le metriche si deve cercare di non alterare il sottilissimo e sensibile significato di ogni singola parola che è proprio il punto forte del grande Sondheim. Un compito tuttavia ben riuscito se non per alcuni passaggi inevitabilmente ma comprensibilmente meno efficaci.

Buona la scenografia di Francesco Fassone,le luci di Riccardo Padoan e i costumi di Lella Diaz che comunque riprendono in maniera consistente l'originale del 1979.

Tutti gli interpreti scelti per questa produzione sono dotati di belle e limpide voci ma non tutti hanno dimostrato di potersi calare a pennello nello spirito voluto dall'autore. Sicuramente il ricorrente problema dello scarso tempo dedicato alle prove ha influito sul rendimento di ognuno di loro: di fronte ad un programma di 3 o 4 repliche in poche tappe, è impossibile avere il tempo necessario per entrare completamente nel personaggio. Siamo lontani dai mesi di prove per show che restano in cartellone per varie stagioni. Senza cadere nella banale pagella alle singole interpretazioni che comunque non boccerebbe nessuno degli attori, si auspica che produzioni di questo genere possano attirare un pubblico sempre più numeroso con un maggiore investimento in tempi e risorse: soprattutto perché in questa prima romana di SWEENEY TODD ci si è trovati davanti a delle notevoli ed evidenti potenzialità che sarebbero esplose in maniera più eclatante con a disposizione un più lungo periodo di prove. Tutti gli interpreti hanno infatti dimostrato un grande impegno ma anche la necessità, senza loro colpa, di dover approfondire ulteriormente i propri ruoli. Come sottolineato in precedenza, Sondheim è per pochi, non per tutti e non posso che esprimere il mio plauso per il coraggio dimostrato nel voler portare un musical così impegnativo in un'Italia decisamente arretrata in questo settore.

DIMENSIONE EVENTI

Presenta

SWEENEY TODD

IL DIABOLICO BARBIERE DI FLEEET STREET

Musica e testi di Stephen Sondheim

Libretto di Hugh Wheeler

Adattamento italiano di Emiliano Palmieri

Regia di Claudio Insegno

Direttore artistico Giulio Pangi

Scene di Francesco Fassone

Luci di Riccardo Padoan

Costumi Lella Diaz

Direttore d'orchestra Paolo Zaltron

CAST

SWEENEY TODD: Lorenzo Tognocchi

MRS LOVETT: Francesca Taverni

GIUDICE TURPIN: Simone Leonardi

ANTHONY: Luca Giacomelli Ferrarini

JOHANNA: Federica De Riggi

MENDICANTE: Annalisa Cucchiara

TOBIAS: Michelangelo Nari

PIRELLI: Domenico Nappi

MESSO: Vitantonio Boccuzzi

ENSEMBLE:

Manuela Tasciotti, Chiara Di Girolamo, Sofia Caselli, Elisa Dal Corso, Michel Orlando, Ciro Salatino, Niccolò Umberto Minonzio, Francesco Bianchini



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From This Author ETTORE FARRATTINI