BWW Feature: BROADWAY VS. HOLLYWOOD Parte 2° LE STAR DI BROADWAY SUL GRANDE SCHERMO

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BWW Feature: BROADWAY VS. HOLLYWOOD Parte 2° LE STAR DI BROADWAY SUL GRANDE SCHERMO

I produttori hollywoodiani hanno sempre avuto reticenza ad utilizzare le star delle versioni originali dei musical di Broadway nella loro trasposizione sul grande schermo. Oltre a fattori economici influiscono sicuramente il diverso tipo di preparazione, la diversa impostazione della voce o dell'espressione emotiva richiesta per un primo piano rispetto a quella per una vasta platea. Per questi e senz'altro altri motivi, le star nate sui palcoscenici newyorkesi che si sono affermate a Hollywood sono pochissime e si possono contare sul palmo di una mano o poco più.

In tutti gli adattamenti dei grandi musical degli anni '50 praticamente nessun interprete originale si è visto presentare un contratto per la versione in celluloide, con l'unica eccezione di Yul Brinner in The King And I. L'attore si affermò sulle scene di Broadway con il celebre musical di Richard Rodgers e Oscar Hammerstein che recitò per ben 4625 volte anche se in più riprese: la prima nel 1951, l'ultima nel 1985. Il film fu realizzato nel 1956. Non certo un grande cantante, Yul Brinner vincerà sia il Tony che l'Oscar per questo ruolo che rimarrà l'unico musical di tutta la sua lunga carriera.

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Sempre negli ani '50 una giovane inglese sconosciuta sbarcò a New York per originare il ruolo di Polly Brown nel musical The Boy Friend. Critici e produttori si interessarono enormemente alla giovanissima Julie Andrews che alla fine di questo suo primo contratto fu ricercatissima per altre audizioni: nel 1956 originò il ruolo più importante della sua carriera teatrale, quello di Eliza Dolittle in My Fair Lady, il musical della coppia Alan Jay Lerner e Frederick Loewe che inerpretò per 2711 serate a Broadway e altre 2281 nel West End. Dopo la pausa londinese Julie Andrews rientrò a New York per interpretare il ruolo di Queen Guenevière in Camelot un altro musical di Lerner e Loewe per più di 800 rappresentazioni. L'attrice lasciò la produzione per dare alla luce la sua prima ed unica figlia naturale Emma (l'attrice ha altre due figlie adottive). Senza di lei, malgrado tre sostituzioni di alto livello tra cui Kathryn Grayson, le vendite dei biglietti crollarono e lo show fu costretto a chiudere. Julie Andrews non riuscì ad aggiudicarsi nessuno di questi ruoli nelle versioni cinematografiche dei "suoi" musical. La sua rivincita arrivò grazie a Walt Disney che vedendola in Camelot la invitò a Hollywood per sottoporla a un provino per il suo nuovo progetto, Mary Poppins, film per il quale vinse l'Oscar. Dopo questo film che la proiettò ai primi posti tra le star più calde di Hollywood, la Andrews si aggiudicò un altro ruolo iconico della sua carriera, quello di Maria Von Trapp in The Sound Of Music, rubandolo a Mary Martin che lo aveva originato a Broadway ma che non era considerata "box-office reliable" così come era successo a lei qualche anno prima. Nella sua lunga carriera Julie Andrews è stata protagonista di altri 4 movie musical, Darling Lili, Star!, Thoroughly Modern Millie e Victor/Victoria. Quest'ultimo rappresenta per lei un altro record, quello di essere l'unica star ad aver ricreato in un musical a Broadway lo stesso ruolo già interpretato sul grande schermo. Pur con 3 nomination, Julie Andrews non ha mai vinto un Tony Award.

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Nel 1962 David Merrick e Harold Rome portarono in cena un nuovo musical dal titolo I Can Get It For You Wholesale: nel cast fa il suo debutto una giovane che si imporrà come una delle più grandi star di tutti tempi: Barbra Streisand conquistò la sua prima nomination ai Tony Awards con un piccolo ruolo (solamente una canzone in tutto lo show) ma riuscì ad attirare su di se l'attenzione di tutti, pubblico, critici e addetti ai lavori. Con il suo seguente musical Funny Girl era in scena per circa il 90% dello show e la sua interpretazione fu così travolgente che Hollywood non ebbe scelta e le offrì la parte nella versione cinematografica. Il Tony Award le sfuggì per la seconda volta (gliene sarà assegnato uno onorario come Star della Decade) ma non le sfuggì l'Oscar anche se vinto a pari merito con Katherine Hepburn. Il successo cinematografico fu talmente eclatante che Barbra Streisand non tornerà mai più sulle scene di Broadway. I suoi seguenti impegni cinematografici furono altri due musical di Broadway in due ruoli che conquistò a scapito delle due star che li avevano originati: Hello Dolly! portato in scena da Carol Channing e On A Clear Day You Ca See Forever originato da Barbara Harris. Nella sua incredibile carriera in cui la Streisand detiene non pochi record per vendite di dischi, numero di premi e incassi al botteghino, interpreterà altri tre movie musical non legati però a Broadway show.

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Un'altra giovane si fa conoscere al grande pubblico con il suo primo ruolo a Broadway: Liza Minnelli debuttò in Flora The Red Menace nel 1965 vincendo il suo primo Tony Award. Largamente preceduta dalla fama dei suoi prestigiosi genitori, la giovane Liza ha lavorato molto alacremente per scrollarsi di dosso il riducente nomignolo di "figlia di Vincente Minnelli e Judy Garland" riuscendo ad imporre la sua propria personalità e talento creandosi un suo proprio nome. Fred Ebb e John Kander che le offrirono il ruolo di Flora divennero i suoi padrini e nel corso della sua carriera scriveranno per lei indimenticabili canzoni e altri due Broadway show che la vedono come protagonista: The Act nel 1975 (il suo secondo Tony Award) e The Rink nel 1984. Molto sportivamente, nel corso della sua lunga carriera Liza Minnelli si è prestata per ben due volte ad accorrere in soccorso a due amiche/colleghe in difficoltà nel continuare il loro engagement nei loro show: nel 1975 sostituì Gwen Verdon per tre settimane in Chicago e nel 1997 per un mese prese il posto di Julie Andrews in Victor/Victoria. Anche con il suo enorme talento Liza non è riuscita a riprendere i suoi ruoli teatrali sul grande schermo: si è però aggiudicata il premio Oscar nel 1972 per la sua interpretazione di Sally Bowles nella versione cinematografica di Cabaret il musical diretto da Bob Fosse, tratto dalla versione teatrale del 1966 che aveva come protagonista l'attrice inglese Jill Hayworth. La Minnelli ha anche calcato le scene di Broadway con tre suoi One Woman show. LIZA rimase al Winter Garden per tre settimane nel 1974: nel 1999 rimase per un mese al Palace Theater con uno show dedicato ai film di suo padre ed intitolato Minnelli On Minnelli per poi tornarci per un'altra residency nel 2008 con Liza At The Palace.

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Ben 4 Tony Awards come migliore attrice in un musical se li è aggiudicati Angela Lansbury che debutta a Broadway al 1957, ma solo nel 1964 recita per la prima volta in un musical: Anyone Can Whistle di Stephen Sondheim. Nel 1966 ottiene il ruolo principale in Mame, scritto da Jerry Herman con cui vincerà il suo primo Tony Award. Anche il successivo musical, Dear World, basato su The Madwoman of Chaillot, nonostante restò in scena per solo 132 performance, le fece vincere un altro Tony. Negli anni a seguire fu protagonista di due notevoli successi che le fecero vincere i suoi due altri Tony: Gipsy, musical di Jule Styne e Stephen Sondheim nel 1975 e Sweenie Todd sempre di Sondheim nel 1979. Alla fine di questo engagement Angela Lansbury si dedicò molto di più alla sua carriera cinematografica e televisiva non riuscendo comunque ad apparire nei film tratti dai suoi successi teatrali. (nel 1974 il film di Mame con Lucille Ball fu un grosso flop e Sweenie Todd arrivò sugli schermi solamente nel 2007 con Helena Bonham-Carter nel ruolo di Mrs. Lovett). Anche se sono solo due i movie musical a cui ha preso parte, Bedknobs and Broomsticks (Pomi d'Ottone e Manici di Scopa) e The Pirates Of Penzance, si puo' affermare che Angela Lansbury sia una delle attrici cresciute a Broadway tra le più amate ad Hollywood. La sua ultima partecipazione ad uno stage musical risale al 2009 con il revival di A Little Night Music al fianco di Catherine Zeta Jones al Walter Kerr Theater.

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Un'altra "figlia del teatro" ceduta alla celluloide è Bette Midler: il suo debutto a Broadway risale al 1966 con un ruolo secondario, quello di Tzeitel in Fiddler On The Roof (Il Violinista Sul Tetto). Nel corso della sua carriera è tornata a Broadway con i suoi One Woman Show sui palcoscenici del Palace Theater nel 1975, del Minskoff Theater nel 1975 e del Majestic Theater nel 1979. È solo nel 2017 che vi torna come protagonista di un musical nell'ultimo revival di Hello Dolly! che le è valso un Tony Award. Non ha mai interpretato film tratti da Broadway musical anche se sono memorabili le sue interpretazioni in movie musical come The Rose e For The Boys.

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Nel panorama maschile, oltre al già citato Yul Brinner, solamente altri tre nomi si possono includere in questo ristretto gruppo di Broadway musical star that made it big in Hollywood.

Il secondo in ordine di tempo è John Travolta che nel 1974 fece il suo debutto a Broadway in Over Here! un musical dei fratelli Robert e Richard Sherman, famosi compositori di molte colonne sonore dei film di Walt Disney. L'anno successivo Travolta entrò a far parte del cast di Grease, inizialmente in un ruolo secondario: fu solo quando il protagonista Barry Bostwick lasciò la produzione che interpretò per breve tempo il ruolo di Danny Zuko. Fu notato da un produttore cinematografico che lo invitò a fare un provino per il ruolo di Tony Manero in Saturday Night Fever che lo imporrà definitivamente come una delle star più ricercate di Hollywood e lo allontanerà per sempre dai palcoscenici. Al momento di realizzare il film del musical Grease, John Travolta era il candidato più ovvio e si assicurò il ruolo senza problemi formando con Olivia Newton-John una delle coppie cinematografiche più iconiche della storia del cinema. Più recentemente si è cimentato in un altro ruolo molto impegnativo, quello di Edna nel musical Hairspray conquistandosi un meritato posto nell'olimpo dei movie musical tratti da Broadway show.

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Il motivo per cui Barry Bostwick lasciò Grease era per interpretare l'iconico ruolo di Brad Majors nella versione cinematografica di The Rocky Horror Show, il musical inglese che debuttò a Broadway nel 1975. Prima di Grease, Bostwick era apparso in due musical di scarso successo: Salvation nel 1969 e Soon un rock musical del 1972. Dopo The Rocky Horror Picture Show Barry Bostwick non si è mai più cimentato in ruoli cantati ma l'enorme successo del film ed il culto che ancora oggi gli aleggia attorno fa si che Bostwick sia ricordato più per questo ruolo che per ogni suo altro lavoro.

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La Broadway star maschile che detiene lo scettro è senza ombra di dubbio Hugh Jackman. Arrivato a New York dall'Australia quasi sconosciuto, vince il Tony Award al suo primo show, The Boy Next Door, un musical sulla vita e con le canzoni del suo conterraneo Peter Allen. Jackman era già un affermato interprete di musical in Australia dove aveva debuttato nel ruolo di Gaston in Beauty And The Beast e in quello di Joe Gillis in Sunset Boulevard. Nel West End aveva interpretato il ruolo di Curly McLain in un revival di Oklahoma!.

Hugh Jackman è forse più conosciuto per il ruolo di Wolwerine nella saga X-Men ma non ha mai abbandonato il musical dimostrando come un bravo attore possa sapersi muovere anche tra generi così diversi. Questa sua versatilità lo porterà ad accaparrarsi uno dei ruoli più ambiti, quello di Jean Valjean nella versione cinematografica di Les Miserables, uno dei musical più visti di tutti i tempi: con questo ruolo vince un Golden Globe e ottiene la sua prima nomination al premio Oscar. È stato poi il protagonista in un altro movie musical molto popolare ispirato alle vicende di P.J. Barnum, The Greatest Showman. Dopo aver girato il mondo, sempre partendo da Broadway, con il suo One Man Show dove canta e balla sui più grandi successi del musical, ora c'è grande attesa per il suo ritorno sulle scene di Broadway nel revival di The Music Man di cui sarà protagonista a partire dal prossimo autunno.

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Senz'altro ci sono altri attori che nati professionalmente a Broadway hanno poi intrapreso il viaggio verso Los Angeles: solo questi otto nomi sono però i più significativi che possiamo includere nel ristretto gruppo che ha avuto parte in grandi produzioni sia nei teatri di Broadway che sul silver screen.

Nel prossimo articolo ci occuperemo delle versioni cinematografiche dei musical di Andrew Lloyd Weber: stay tuned!




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From This Author ETTORE FARRATTINI