BWW Interview: Fiorella Nolis racconta 'Annie Jr.' e la Children's Musical School

BWW Interview: Fiorella Nolis racconta 'Annie Jr.' e la Children's Musical School

FV: Perché hai scelto di mettere in scena proprio "Annie jr."?

Io e il team creativo della Children's Musical School abbiamo sempre avuto il desiderio di mettere in scena un musical solo per ragazzi, dove loro potessero essere protagonisti, Annie jr ci è sembrato il musical perfetto perché i ruoli per bambini sono numerosi.
Attingendo dalla nostra scuola avevamo già ottimi elementi che avrebbero potuto coprire i ruoli protagonisti, ma abbiamo indetto delle audizioni per metterli a confronto con altri ragazzi, in quanto riteniamo che il confronto aiuti a crescere e a migliorarsi. Da queste audizioni sono stati selezionati altri 18 giovani performer provenienti da diverse parti del nord Italia che sono andati ad integrare il cast della Children's Musical School, fra questi alcuni componenti della Nazionale Fitkid diretta magistralmente da Gabriella Crosignani. La differenza durante le audizioni l'hanno fatta al 50% il talento dei ragazzi e al 50% la disponibilità, la passione e la positività dei genitori rispetto al progetto formativo.

FV: Cosa pensi dell'istruzione teatrale e musicale in Italia?

Credo che quello che manchi nell'istruzione musicale in Italia sia dare ai ragazzi, fin da bambini, una struttura dove possano sperimentare più arti contemporaneamente, questo è possibile attraverso lo studio del Musical. Quello che cerco di fare con i miei allievi della Children's Musical School è dare la formazione completa che avrei desiderato io. A quattordici anni ancora non sapevo esattamente cosa volevo fare, ma sicuramente ero determinata a fare qualcosa inerente la danza, il canto e la recitazione, che studiavo fin da bambina. Mi trasferii dalla Sardegna a Milano per frequentare il MAS, che all'epoca aveva un'accademia ad indirizzo teatrale che andava ad approfondire queste tre discipline singolarmente, la scuola mi mandò a fare un'esperienza come ensemble nel Grease della Compagnia della Rancia con Lorella Cuccarini, così per la prima volta assaporai il fascino del musical e una vocina incominciò a farsi strada in me. Più tardi, decisi di iscrivermi all'MTS Musical! The School, e solo allora mi fu chiara la strada che volevo percorrere.

FV: A questo proposito, ci sono in giro molti spettacoli che possono dare un'idea falsata di quello che è il musical, i quali però tra i giovanissimi sono molto in voga (vedi High School Musical o Pinocchio)...

Ricordo che quando uscì il film High School Musical suscitò nei ragazzi grande entusiasmo, decisi dunque per la prima volta di organizzare una giornata a teatro dove coinvolsi quasi un centinaio di miei allievi per vedere lo spettacolo al Teatro della Luna, i bambini erano estasiati perché per la prima volta vedevano un musical nel quale potevano immedesimarsi. In seguito abbiamo organizzato tantissime altre serate a teatro per vedere Musical più impegnativi e hanno aderito sempre numerosissimi. Credo dunque, che alcuni di questi spettacoli non siano da demonizzare ma potrebbero essere la chiave per avvicinare i giovanissimi ai musical più impegnativi. Per la maggior parte dei ragazzi, la cosa importante quando guardano uno spettacolo è semplicemente divertirsi, perché non hanno ancora sviluppato completamente lo spirito di osservazione e di analisi che possiede un adulto. Noi, ad esempio, spesso accompagniamo i nostri allievi più grandi a vedere i musical a Londra, questa estate abbiamo visto Miss Saigon e alcuni ragazzi meno maturi non sono riusciti ad apprezzarne la grande qualità, è in questo caso che interveniamo noi insegnanti, guidandoli attraverso l'analisi e mettendo in luce ciò che da soli non possono arrivare a comprendere.

FV: Quanto ne sanno i ragazzini di oggi di musical?

Quando arrivano nella nostra scuola,praticamente non sanno assolutamente nulla di musical, siamo noi che li formiamo partendo da zero. Oltre a studiare vanno anche a vedere gli spettacoli a teatro, tutti i musical che vengono proposti a lezione vengono anche analizzati, insegniamo loro ad approcciarsi a un numero musicale partendo da una scrupolosa ricerca online: devono sapere quante versioni ne sono state fatte, chi sono i performer che l'hanno interpretato, infatti conoscono i musical e i performer italiani e stranieri più importanti. Per noi, questa attività è una disciplina di studio, non è semplicemente un doposcuola. Cerchiamo di coltivare il talento dei ragazzi, tuttavia negli anni avviene una vera e propria scrematura naturale, ti assicuro che nel tempo continuano solo gli allievi migliori e maggiormente motivati, gli altri man mano che incontrano le difficoltà si scoraggiano e rinunciano.

FV: Quanta importanza date alla recitazione?

Nella nostra scuola, le tre discipline (canto, danza e recitazione) vengono equiparate ed affrontate allo stesso modo.

FV: Con quali mezzi avete realizzato questo spettacolo?

Con le sole forze della Children's Musical School. Abbiamo pensato che saremmo dovuti essere noi i primi a credere nei nostri ragazzi e investire sulla loro formazione, gli abbiamo offerto la possibilità di allenarsi e approfondire le discipline con dei professionisti specifici cercando di curare il minimo dettaglio, credo che il pubblico abbia apprezzato soprattutto questo.
Quando si lavora con i ragazzi, una cosa molto importante è avere dei genitori che li sostengano. In Annie Jr. le famiglie non hanno partecipato economicamente ma hanno collaborato con la produzione supportando i giovani performer e lo spettacolo. Per un ragazzo, il sostegno della famiglia è di primaria importanza, in passato abbiamo avuto diversi ragazzi di grande talento, purtroppo con dei genitori che li ostacolavano. A mio parere, nello sviluppo di un ragazzo non è importante solo ed esclusivamente la scuola, che sicuramente è da considerarsi al primo posto, ma sono fondamentali i viaggi, lo sport, l'arte e le esperienze di vita che li fanno maturare in modo sano. Non a caso, tutti i nostri ragazzi vanno benissimo a scuola, Annie Jr. non ha sottratto niente allo studio, anzi, alcuni dei nostri allievi quest'anno sono migliorati ulteriormente, probabilmente perché sono ragazzi sereni e soddisfatti che praticano l'attività che amano.

FV: Quanto avete impiegato per prepararvi?

Da settembre a dicembre, facendo le prove al sabato e alla domenica (sette ore al giorno), A settembre, prima che la scuola iniziasse, c'è stato un full immersion di una settimana.

FV: Quando ricevono il battesimo del fuoco gli allievi della Children's Musical School?

Si iscrivono a settembre e a maggio salgono già sul palcoscenico. Ovviamente non vengono messi subito alla prova con una parte recitata da solisti, in genere ci vogliono diversi anni prima che riescano ad aggiudicarsi un primo ruolo o una canzone da solisti, questo perché bisogna studiare in modo da acquisire un'adeguata sicurezza.

FV: Pensi che intorno agli spettacoli fatti da bambini ci sia un maggiore entusiasmo rispetto a quelli messi in scena con attori adulti?

Credo che non ci sia alcuna differenza, il pubblico si entusiasma a vedere qualcosa di bello e reagisce in modo negativo vedendo qualcosa di meno bello, mi sono resa conto che non diventa meno tollerante quando si parla di giovani. Nel nostro caso, possiamo dire che è stato magico sentire le reazioni del pubblico in sala e rendersi conto di averlo sorpreso superando le sue aspettative. Per i bambini "lo spettacolo" non deve essere un lavoro ma un'attività fatta con amore, che gli dia la possibilità di crescere, migliorarsi e fare un'esperienza artistica, sportiva e di vita. I giovani performer, attraverso questo spettacolo hanno potuto toccare con mano i risultati della propria dedizione allo studio.

FV: Una cosa da dire a questo proposito è che questo spettacolo non è stato un saggio per i soli genitori...

Assolutamente no, Annie jr è stato in scena per tutto il periodo natalizio e giustamente è stato trattato da noi, dal pubblico e dalla critica come una vera e propria produzione teatrale, quale era. È stata fatta tanta pubblicità e cartellonistica, alcuni inizialmente erano scettici, non capivano di cosa si trattasse ma sentendone parlare bene si sono incuriositi e hanno deciso di venire a dare un'occhiata, il passaparola ci ha permesso di riempire il teatro. Il pubblico era vario ma in particolare composto da famiglie con bambini.

FV: Progetti per il futuro?

Per giugno abbiamo in programma uno stage, che sarà tenuto alcuni giorni da Manuel Frattini e alcuni giorni da me. L'obiettivo per noi è quello di osservare i ragazzi e farci un'idea del loro potenziale. In genere le audizioni avvengono molto velocemente, invece per inquadrare il talento di un ragazzo ci vuole un po' più di tempo. Questo in vista di un progetto futuro. Stiamo valutando diverse proposte che ci sono state fatte e con molta probabilità il prossimo Natale saremo ancora in scena.




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From This Author Francesco Vittorino

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