BWW Review: con WEST SIDE STORY al Teatro Comunale si conclude la VI edizione di A Summer Musical Festival della BSMT

BWW Review: con WEST SIDE STORY al Teatro Comunale si conclude la VI edizione di A Summer Musical Festival della BSMT

Si è conclusa il 17 luglio la VI edizione di A Summer Musical Festival, rassegna estiva della Bernstein School of Musical Theater dedicata interamente al musical. Per sei sere, le ragazze e i ragazzi della BSMT hanno calcato il prestigioso palco del Teatro Comunale di Bologna per portare in scena una pietra miliare del teatro musicale americano: WEST SIDE STORY, con la regia di Gianni Marras e la direzione artistica di Shawna Farrell.

A cent'anni dalla nascita del suo autore e compositore Leonard Bernstein (1918-1990), il suo lavoro risulta un classico senza tempo, paradossalmente sempre più attuale. Debuttato a Broadway nel 1957 e portato a una fama internazionale con l'adattamento cinematografico del 1961, West Side Story trasporta la tragedia shakespeariana Romeo e Giulietta nella New York multietnica degli anni '50, segnata da odio e intolleranza cristallizzati nello scontro aspro e violento tra due gang, gli immigrati portoricani "Sharks" e i bianchi "Jets". In questa guerra tra poveri si accresce e si consuma la storia d'amore tra la portoricana Maria e l'irlandese-americano Tony, nell'ingenuità che più d'ogni altra cosa descrive la purezza dei sentimenti di due adolescenti innamorati.

Una sfida ambiziosa, dunque, quella della BSMT di portare uno dei titoli più importanti del genere musical all'interno di un teatro d'opera, che tenta ancora una volta e con sempre più enfasi di modificare e abbattere non solo un'errata idea amatoriale di "saggio di fine anno" ma anche uno stereotipo ancora troppo diffuso di musical come genere minoritario rispetto all'opera o al teatro di prosa.

Contro l'immagine di un'America idilliaca e da cartolina, Bernstein dà voce a un universo fatto di case popolari, quartieri periferici, bar e vicoli. D'effetto le scenografie di Giada Abiendi, pannelli grigi e ingraffittati come i muri delle strade newyorkesi, che danno vita un labirinto urbano spartito tra gang nello scenario claustrofobico di uno scontro quotidiano che rassomiglia una guerra civile.

Molto apprezzata e condivisibile la scelta di mantenere le liriche nella lingua originale, con sopratitoli in italiano. La poesia di Stephen Sondheim non viene così compromessa da una traduzione che, per esigenze sonore e metriche, ne avrebbe inevitabilmente ridimensionato le qualità letterarie e artistiche. Ma è anche vero che, per l'occasione, un paio di lezioni di pronuncia inglese in più sarebbero servite.

Ma sono la musica e le coreografie le protagoniste assolute della serata. La realtà multietnica dell'Upper West Side traspare dalla varietà musicale e linguistica, in un'eccellente interpretazione orchestrale diretta da Timothy Brock: i modelli operistici si commistionano a sonorità jazz e latine, le voci liriche di Timothy Pagani (Tony) e Caterina Gabrieli (Maria) si sposano perfettamente - avendo assistito solo alla prima non ho modo di confrontare i singoli attori con le rispettive cover, ma visto il risultato in scena viene da pensare che, per quanto riguarda i due protagonisti, non poteva essere fatta una scelta di cast migliore. Nei cambi di scena, che spesso e volentieri avvengono sul palco a luci spente, l'orchestra emerge come protagonista assoluta e la musica si fa carico di dilatare l'atmosfera tragica senza interrompere la finzione scenica. Anche se, per un pubblico più avvezzo ai ritmi veloci e incalzanti del musical, queste "pause" sceniche e recitative posso avere l'effetto contrario, rallentando di fatto l'azione.

La stessa varietà stilistica è facilmente riscontrabile nella danza, dallo swing ai ritmi latino-americani. Le coreografie di Gillian Elizabeth Bruce portano avanti quello che è ormai un tratto distintivo delle produzioni della BSMT: un grandissimo lavoro corale, dal quale traspare tutto l'impegno e il sacrificio fisico di ogni singolo attore in scena. Senza dubbio, coreografie e scene corali sono state il punto forte di quest'edizione di A Summer Musical Festival.

In questo panorama eclettico di arti, che enfatizza fortemente l'aspetto coreografico e vocale, la recitazione risulta piuttosto indebolita. Se negli spettacoli precedenti quello del parlato era un aspetto secondario, in un'opera in cui il carattere drammatico e tragico è centrale una recitazione debole e spesso stereotipata compromette inevitabilmente lo spettacolo nella sua interezza. Il carattere eclettico e complesso dei protagonisti rischia di essere incasellato in un'unica tipologia umana: l'innocenza di Maria, l'assoluta bontà di Tony, l'arroganza di Riff.

Salutiamo così questa rassegna estiva firmata BSMT, con una Maria/Giulietta rimasta sola in scena, nel silenzio, con la speranza che il sacrificio di vite umane possa abbattere i muri che separano nuovi e vecchi stranieri, ponendo così fine a un'insensata guerra fra uomini.


WEST SIDE STORY
di Leonard Bernstein

Liriche, Stephen Sondheim
Libretto, Arthur Laurents

Direttore, Timothy Brock
Regia, Gianni Marras
Direzione artistica e vocale, Shawna Farrell
Coreografie, Gillian Bruce
Scene, Giada Abiendi
Costumi, Massimo Carlotto
Luci, Daniele Naldi

Orchestra e tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Nuova produzione del TCBO in collaborazione con BSMT Productions

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From This Author Valeria Venturelli

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