BWW Review: Mary Poppins il musical, Milano diventa la Broadway italiana!

BWW Review:  Mary Poppins il musical, Milano diventa la Broadway italiana!

È finita da pochi giorni la prima stagione di MARY POPPINS - IL MUSICAL al Teatro Nazionale di Milano. Un successo indiscusso, tre mesi di platee gremite ed entusiaste e dopo aver assistito alla replica del 5 maggio posso affermare senza dubbio che quello che mi sono trovato davanti era IL musical per eccellenza della stagione italiana 2017/2018.

Di certo la scelta del soggetto ha contribuito al suo successo: Mary Poppins è un film che ha fatto sognare tre generazioni fin dal lontano 1964. Cam Caminì, Un poco di zucchero, Supercalifragilistichespiralidoso sono motivetti che ci risuonano in testa fin dall'infanzia e non bisogna quindi stupirsi se ci si ritrova a canticchiarle Tutti insiem in sala seguendo gli attori e l'orchestra dal vivo. Ma si sa, se da una parte la scelta di un prodotto Disney o a tema fiabesco sollecita l'interesse delle folle, dall'altra a rovinarlo o peggio banalizzarlo ci si mette davvero poco. Per fortuna il team creativo messo insieme da Federico Bellone sapeva quel che faceva e il risultato è stato eccellente.

La versione teatrale delle avventure della tata pBWW Review:  Mary Poppins il musical, Milano diventa la Broadway italiana!iù amata del mondo ricalcano quelle cinematografiche seppur con qualche modifica: non mancano certo i momenti goliardici sui tetti di Londra, i giocattoli animati nella cameretta di Jane e Michael o il mondo colorato all'interno del dipinto di Bert che tutti conosciamo tuttavia in questa versione si evidenza ancor di più l'evoluzione e il cambiamento del personaggio di Mr Banks (ben interpretato da Alessandro Parise) avvicinandosi al più recente film Disney Saving Mr.Banks e dando alla narrazione un tono più maturo. Di contro, Bellone ha voluto liberamente dare un tocco romantico alla relazione tra Mary e Bert che potrebbe aver fatto storcere il naso ai fan più accaniti, e che a tratti concentra l'attenzione più sulla "friendzone" del povero Bert (peraltro inventata di sana pianta) piuttosto che sulla vera protagonista della vicenda, la famiglia Banks.

La WEC (World Entertainment Company) ha investito tra i 5 e i 6 milioni di euro per la messa in scena di questo spettacolo; una somma considerevole rispetto alle abitudini italiane ma la qualità raggiunta e la risposta del pubblico fa pensare che ne sia valsa la pena. Sì perché Mary Poppins è uno spettacolo visivamente perfetto. Tutto, scenografie, costumi, coreografie, effetti speciali, si muove in totale armonia per regalare allo spettatore un'esperienza quasi cinematografica. Un'intera casa a tre piani (rimpicciolita rispetto alla controparte americana ma è risaputo che il Nazionale non sia un teatro adatto a questo tipo di produzioni), una giostra di cavalli, cancelli, giocattoli e molto altro si compongono e si intersecano con i movimenti coreografici e registici dei performer senza soluzione di continuità; l'attenzione del pubblico è continuamente stimolata e le due ore e più di spettacolo sembrano volare come il magico ombrello della tata.

Dinamiche ed eleganti, le coreografie di Gillian Bruce riescono a rendere vive le diverse ambientazioni senza cadere nel banale; unico neo, soprattutto per chi conosce la versione originale, è il suggestivo Tutti insiem (Step in time nella versione anglosassone) da cui forse ci si aspettava qualcosa di più e di certo non aiutato dalle luci, o meglio dire in questo caso ombre perché a momenti non si distinguevano i performer, di Tiberi che hanno reso la scena piuttosto sottotono. La regia di Bellone risulta a tratti un po' statica (ormai è un po' il suo marchio di fabbrica) ma non pesa grazie al frequente intervento di effetti speciali degni di uno spettacolo di illusionismo. Si punta allo stupore, alla leggerezza; si punta al far tornare il pubblico bambino, vuoi che sia per la nostalgia delle canzoni, per la spettacolarità, o per l'immedesimazione con le vicende della famiglia Banks.

Riguardo il cast, i mesi di rodaggio hanno permesso di perfezionare al meglio le proprie performance; nessuno risulta inadatto al proprio ruolo, dall'ensemble ai protagonisti: Giulia Fabbri è "praticamente perfetta sotto ogni aspetto" come il suo alter ego. Mary Poppins è un ruolo difficile da sostenere e renderlo stucchevole o stereotipato è un attimo, ma la Fabbri ha saputo dosare al meglio un'interpretazione autoritaria e al contempo amabile. Più di tutto risaltano le sue già note e indiscusse doti vocali, davvero impressionanti nel duello canoro con la perfida signora Andrews.

Nella replica vista Bert era interpretato dalla cover Tiziano Edini. Molto adatto sia nel physique du role che tecnicamente, forse un po' "piacione" ma credibile.

Una nota di merito va sicuramente ai giovani protagonisti Stefano de Luca (Michael) e Margherita Rebeggiani (Jane) che nonostante la giovane età (8 e 12 anni) si muovono sul palco da veri professionisti e regalano momenti di pura commozione.

Su tutti cito anche la comica performance di Antonella Morea nel ruolo della cuoca. Grandiosa nei suoi piccoli interventi seguiti sempre da uno scroscio di applausi.

"Tutto può accadere se ci credi" si ripete più volte nello spettacolo. Mary Poppins - il musical è di sicuro un progetto in cui credere e in cui molti tra produttori, cast creativo e lo stesso pubblico hanno creduto; rappresenta un nuovo punto di partenza per arrivare agli standard d'eccellenza d'oltreoceano. "Era ora!" ho potuto esclamare con una certa liberazione a fine rappresentazione, perché nonostante sia un prodotto importato e il marchio Disney faccia molto già da solo il cast italiano ha saputo dimostrare che anche qui possiamo e aggiungerei DOBBIAMO non accontentarci e creare prodotti di qualità. Speriamo solo che questa "ora" non sia stata una parentesi ma un esempio per le grandi produzioni e i family-musical delle prossime stagioni. Basta crederci, e investire! Ma soprattutto crederci...

MARY POPPINS

IL MUSICAL

Basato sulle storie di P. L. Travers e sull'omonimo film della Walt Disney

Musica e Parole delle canzoni originali Richard M. Sherman e Robert B. Sherman

Libretto Julian Fellowes

Nuove canzoni e Musica e Parole aggiunte George Stiles e Anthony Drewe

Co-creatore Cameron Mackintosh

Originariamente prodotto da Cameron Mackintosh e Thomas Schumacher per

Disney Theatrical Productions

Questa produzione è presentata grazie a un accordo con Music Theatre International (Europa)

con

GIULIA FABBRI Mary Poppins DAVIDE SAMMARTANO Bert

ALESSANDRO PARISE George Banks Alice Mistroni Winifred Banks

GAIA FORNONI/ CARLOTTA PRANDO / MARGHERITA REBEGGIANI Jane Banks

STEFANO DE LUCA / ALESSANDRO NOTARI / ALESSANDRO PINTO Michael Banks

e con

ANTONELLA MOREA Mrs. Brill

ROBERTO TARSI Robertson Ay

LUCREZIA ZORODDU BIANCO Miss Andrew

GIPETO Ammiraglio Boom/ Presidente della Banca

Ensemble:

GIOVANNI ABBRACCIAVENTO GIORGIA ARENA FEDERICA BASSO

NICO BURATTA DAVIDE DAL SENO TIZIANO EDINI

FELICE LUNGO ERIKA MARINIELLO MARTA MELCHIORRE

NOEMI MARTA NAZZECONE VITTORIO SCHIAVONE ANDREA SPATA

MARGHERITA TOSO NICOLA TRAZZI

con la partecipazione di

DORA ROMANO Vecchietta dei piccioni

e con la partecipazione straordinaria di

Simona Patitucci Mrs. Corry

Direttore d'orchestra ANDREA CALANDRINI

Traduzione e adattamento del libretto Alice Mistroni

Traduzione e adattamento dei testi delle canzoni FRANCO TRAVAGLIO

Traduzione e adattamento dei testi di alcune canzoni del film PERTITAS e AMURRI

Scenografie HELLA MOMBRINI e SILVIA SILVESTRI

Costumi MARIA CHIARA DONATO

Luci VALERIO TIBERI

Suono ARMANDO VERTULLO

Parrucche MARIO AUDELLO

Coreografie GILLIAN BRUCE

Supervisione musicale SIMONE MANFREDINI

Regia FEDERICO BELLONE

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From This Author Andrea Domanico

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