BWW Review: DORIAN GRAY - LA BELLEZZA NON HA PIETÀ

Dovendo descrivere in due parole "DORIAN GRAY - LA BELLEZZA NON HA PIETÀ", l'ultimo spettacolo prodotto da Pierre Cardin insieme al nipote Rodrigo Basilicati, si potrebbe definirlo uno spettacolo elegante. Di un'eleganza sobria, contenuta.
La trama del romanzo di Oscar Wilde la conosciamo tutti: Dorian è un bellissimo ragazzo che esprime il desiderio di rimanere per sempre giovane. Sarà il suo ritratto a invecchiare al posto suo, facendosi carico, oltre che dei segni del tempo anche di quelli della sua depravazione. Nell'opera prodotta da Cardin, è lo stesso Dorian a raccontare la sua storia in un monologo di circa un'ora e mezza, in cui le arie si alternano a brani ripresi fedelmente dal romanzo. Definizione in realtà impropria perché lo spettacolo non sa scegliere tra la forma del monologo e quella del dialogo (nel corso del quale tutti i personaggi vengono interpretati dallo stesso attore), e diversi passaggi della trama vengono riassunti da una voce fuori campo.

Quello con cui Pierre Cardin ha deciso di festeggiare i settant'anni di carriera è stato senza dubbio un investimento oculato e intelligente, che ha coinvolto professionisti di altissimo livello. Prima tra tutti Federico Merignetti, interprete vocalmente ineccepibile, affiancato in scena dal ballerino Thibault Servière (per quanto riguarda lo spettacolo andato in scena il 6 maggio al teatro Arcimboldi, in altre occasioni lo stesso ruolo è stato sostenuto da Marco Vesprini). La scenografia di Rodrigo Basilicati, animata dalle onnipresenti proiezioni di Sara Caliumi, è solida ed essenziale, uno spazio astratto costituito da forme geometriche elementari. La scena è dominata da un enorme cubo vuoto intorno al quale si trovano cornici di varie forme e dimensioni, alcune delle quali pendono dal soffitto evocando, forse in modo un po' didascalico, il dipinto di Dorian e il suo estetismo, la sua passione per l'arte e per il bello. I costumi (Dorian effettua tre o quattro cambi d'abito in un'ora e mezza), disegnati dallo stesso Cardin, hanno uno stile moderno che tuttavia non risulterebbe fuori posto nell'epoca in cui è ambientato il romanzo, e sono probabilmente la cosa più bella dell'opera.

Rimane tuttavia il rimpianto di non aver assistito a uno spettacolo un po' più ispirato, che approfondisse maggiormente la vicenda invece di limitarsi ad esporla. Al compositore (qui anche librettista) Daniele Martini va comunque riconosciuto il merito di aver tentato raccontare questa storia attraverso il linguaggio relativamente nuovo dell'Opera Moderna.

"Dorian Gray - la bellezza non ha pietà"

di

Daniele Martini

con

Federico Marignetti, Marco Vesprini, Thibault Servière

direzione artistica e scenografia: Rodrigo Basilicati
regia: Emanuele Gamba
sound design: Daniele Falangone
proiezioni: Sara Caliumi
luci: Paolo Bonapace
direzione di scena: Domenico Salvato
produzione e costumi: Pierre Cardin



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From This Author Francesco Vittorino

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