Review: SENZA FINE - QUANDO I POETI CANTANO - DA KURT WEILL A MIA MARTINI al TEATROSOPHIA
UN VIAGGIO POETICO E INTENSO TRA MERAVIGLIOSE POESIE IN MUSICA
Non poteva avere un inizio migliore la nuova stagione 2026/27 del Teatrosophia. Il lungo filo che congiungerà tutti gli spettacoli che saranno in scena nei prossimi mesi, debutta infatti con Senza Fine – Quando i poeti cantano – Da Kurt Weill a Mia Martini, un viaggio poetico e intenso di alto spessore culturale.
La maestria recitativa e canora di Gianni De Feo trasporta lo spettatore in un viaggio senza tempo e senza spazio attraverso una lunga serie di brani a metà tra il recitato e il cantato scelti per una loro specificità accattivante: i loro testi. Non canzonette da intro-ritornello- strofa-bridge-outro, ma delle vere, profonde e toccanti poesie in musica. Suddiviso in capitoli, lo spettacolo parte dal kabarett di Kurt Weill per scivolare poi in una serie di capolavori appassionanti che guizzano tra gli spettatori a cui non resta che farsi cullare dalla completezza di questo spettacolo in cui parola, musica, liriche e movimento si fondono in quell’arte scenica sublime che solo il palcoscenico può far risaltare.

Con perfetta dizione, Gianni De Feo passa dal tedesco al francese, all’italiano senza farsene accorgere. Con sapienti movimenti ben coreografati che in alcuni brani sono interpretati assieme alla preziosa sinuosità di Maria Concetta Borgese, si ha l’impressione di sorseggiare un buon vino cercando di gustarne ogni goccia, ogni sfumatura. Da La Canzone di Marinella di Fabrizio De’André, a Il venait d’avoir 18 ans di Dalida, Je suis malade di Serge Lama, intersecati con i brani di Bruno Lauzi, Luigi Tenco, Marlène Dietrich, Bertold Brecht, Vinicious De Moraes e Ornella Vanoni, Mia Martini e molti altri, ogni capitolo è introdotto da testi altrettanto poetici scritti da Roberto Rinaldi mentre gli arrangiamenti e le musiche originali sono a cura di Adriano D’Amico. In questo viaggio si affronta la complessità della vita a cui questi brani vengono affiancati: non a caso i personaggi a cui si riferiscono hanno spesso vissuto situazioni pericolose, dolorose, ma anche contesti di rara bellezza, speranza, amore.

Fondamentale anche l’apporto grafico e visivo delle immagini create da Alessandro Maria Ostili la cui imponente presenza sullo sfondo crea giochi di luci, sfumature e ombre a volte crudeli, a volte rassicuranti.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’arte interpretativa di Gianni De Feo: la sua mimica, le inflessioni della voce, la classe del suo movimento regalano ancora più spessore a questi brani eterni che hanno già superato varie epoche e ne supereranno ancora molte, restando testimonianze di sentimenti forti, di vite vissute, di drammi spesso irrisolti.
FLORIAN METATEATRO
Presenta
GIANNI DE FEO
in
SENZA FINE
QUANDO I POETI CANTANO
DA Kurt Weill A MIA MARTINI
Con la partecipazione di Maria Concetta Borgese
Testi di Roberto Rinaldi
Musiche originali e arrangiamenti di Adriano D’Amico
Progetto Grafico e Contenuti visivi di Alessandro Maria Ostili
Costumi di Janni Altamura
Disegno Luci di Gloria Mancuso

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