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BWW Review: CATERINA CASELLI UNA VITA, 100 VITE al FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA

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Presentato il docufilm sulla storia di una delle interpreti più iconiche della canzone italiana a dicembre nelle sale cinematografiche

BWW Review: CATERINA CASELLI UNA VITA, 100 VITE al FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA

Alla Festa del Cinema di Roma è stato presentato il film documentario Caterina Caselli Una vita, 100 vite, un excursus sulla vita e doppia carriera di un artista che ha lasciato le luci della ribalta per diventare il più importante editore e imprenditore discografico d'Italia.

Diretto da Renato Di Maria, il film ripercorre l'avventura della giovane ribelle che nel 1966 portò una ventata di novità al Festival di Sanremo, un festival sino ad allora classico e melodico. Comodamente seduta nel suo ufficio Caterina Caselli racconta, in una lunga intervista, i momenti belli e brutti della sua vita: il tutto intervallato in maniera più o meno coerente da filmati dell'epoca principalmente provenienti dagli archivi della Rai che è coproduttrice del documentario.

Vediamo una elegante signora di 75 anni che, con lo spirito di una ragazzina, ripercorre i suoi inizi, le sue tribolazioni, le resistenze della famiglia ad intraprendere una carriera reputata non consona per lei, almeno secondo il giudizio della madre, Signora Giuseppina. La vediamo esaltarsi ma anche commuoversi e a pieno diritto quando racconta della prematura scomparsa del padre. Meno opportune, in questa sede, le lacrime mentre racconta del suicidio di Luigi Tenco avvenuto durante il Festival di Sanremo del 1967 o all'annuncio, durante le riprese di questo film, della scomparsa del grande Maestro Ennio Morricone.

Viene presentata una serie di spezzoni dei suoi brani più famosi del periodo beat, tra il 1966 e 1968, montati in maniera non sempre comprensibile a chi non conoscesse la carriera dell'artista. Ad esempio, in due occasioni, si vedono Walter Chiari prima e Raffaella Carrà poi, annunciarla in due diverse edizioni di Canzonissima in cui si vede la cantante avvicinarsi al centro del palcoscenico ma le due scene vengono inspiegabilmente tagliate lasciando un inutile punto di domanda. Era certamente impossibile rappresentare per intero gli innumerevoli successi della sua carriera, ma il montaggio non fa onore ne ai brani ne alle mitiche trasmissioni così innovative e importanti di quell'epoca.

Della stessa inossidabile Nessuno mi può giudicare vengono mostrati solamente un paio di frammenti, un brano che in questa occasione avrebbe meritato una esecuzione per intero. E l'unico brano che invece viene mostrato nella sua interezza è Com'è buia la città, che accompagna i titoli di coda con un filmato della televisione francese del 1972. Certamente un ottima cover del brano di Bill Withers, Ain't no sunshine when she's gone ma non rappresentativo degli anni d'oro della sua carriera. Appartiene infatti ai primi anni '70, altrimenti completamente dimenticati in questo docufilm. Dimenticato anche il suo inaspettato come - back del 1990 proprio in quel Sanremo che l'aveva rivelata e dopo il quale pubblicò l'album, Amada Mia. In quell'occasione registrò delle interpretazioni molto personali di alcuni brani di uno dei suoi artisti preferiti, il grande Paolo Conte che si è intrattenuto con lei per testimoniare, in questo documentario, il ricordo delle loro passate collaborazioni. Altro ospite illustre, Francesco Guccini.

Oltre alla storia personale dell'artista, viene ripercorsa la storia della CGD, la Compagnia Generale del Disco, una delle etichette storiche della discografia italiana fondata da Ladislao Sugar nel 1932. Scorre davanti agli occhi degli spettatori uno spaccato di vita italiana negli anni del post boom economico sulle note di canzoni rimaste nella memoria di tutti. La società della famiglia Sugar ha un'importanza fondamentale nella storia della musica italiana per essere editori musicali di un sorprendente volume di brani da loro pubblicati o acquisiti negli anni.

Non più felice della sua carriera d'artista la Caselli, dopo aver sposato Piero Sugar nel 1970, lentamente si ritira dalle scene per intraprendere, a piccoli ma decisivi passi, la sua seconda carriera di manager e scopritrice di talenti che ha portato al successo alcuni degli artisti più popolari della musica italiana degli ultimi 40 anni. Scorrono le immagini di Giuni Russo, degli Area, Pierangelo Bertoli, Elisa, i Negramaro, il trio Morandi-Tozzi-Ruggeri che vinse Sanremo nell'87, il duo Giannini-Bennato per l'inno dei Mondiali dell'86, e ovviamente il successo mondiale di Andrea Bocelli.

Il docufilm sarà presentato al cinema e sarà preceduto dalla pubblicazione di una retrospettiva dei suoi successi in vari formati, doppio cd, triplo vinile e un cofanetto commemorativo.BWW Review: CATERINA CASELLI UNA VITA, 100 VITE al FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA

Annunciato molti anni fa in varie interviste per celebrare un precedente anniversario di carriera (un progetto pensato nel 2003 e per quanto già in avanzato stato di lavorazione fu poi abbandonato), questo cofanetto vede la luce solamente ora. Per l'occasione la Caselli è tornata in sala d'incisione per registrare un brano inedito intitolato Solo per te, unica chicca accanto ad una serie di brani già riproposti su dieci e più compilation apparse negli anni passati. Ci si chiede come mai con tutto il ricco repertorio di un'artista così iconica non si sia colta l'opportunità di arricchire questo cofanetto con brani rimasti inediti, versioni in lingue straniere anch'esse inedite sul mercato italiano e parecchi brani mai riportati in formato digitale. Evidentemente si è preferito rimanere sul sicuro con un elenco di brani fin troppo noti che però gli aficionado posseggono già in tutte le salse.

L'appuntamento con il pubblico è fissato per il 13, 14 e 15 dicembre in sale da definire.


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