Interview: Andrea Puglisi of HEATHERS THE MUSICAL - Ouroboros Art
Ouroboros Arts and Media Group è una giovane realtà catanese che ha deciso di investire sui giovani, con lo scopo di creare un filo diretto tra formazione e professione, nel territorio.
L’azienda ha avuto il merito di portare in teatro, a Catania, più di 12.000 persone in circa 8 anni di progetti, creando in pieno centro storico un performance Center, The spot, che favorisce l’approccio dei giovani al mondo artistico, teatrale e performativo, in particolar modo a quello del musical theatre.
Oggi Ouroboros fa un passo in più: scommette sulla propria forza d’investimento, acquistando i diritti del musical Heaters dalla Concord Theatrical.
HEATHERS è un “rock musical” basato sull'omonimo film-cult del 1988 con Winona Ryder e Christian Slater (titolo della versione italiana “Schegge di Follia”), diretto da Michael Lehmann. Si tratta, di fatto, di una commedia nera “studentesca” che oscilla tra drammatico e grottesco e che tratta temi socialmente molto importanti, quali il bullismo.
Oggi per Broadway World abbiamo incontrato Andrea Puglisi, giovanissimo produttore che dal 2018 gestisce le attività di Ouroboros, e che ci racconta di questo meraviglioso progetto.
Comincerò con una domanda “scomoda”: è vero che, dalle tue parti (nel tuo territorio) non ci sono molte possibilità artistiche per i giovani?
Credo che la risposta risulti obbligata dalla fredda valutazione dei dati statistici. I migliori talenti in ambito del teatro performativo e non solo, sono costretti a spostarsi su città italiane generalmente più in vetrina: Roma, Milano, Bologna.
Quindi sì, una risposta diversa sarebbe non corretta, sul piano dell’onestà intellettuale.
Poi esiste una realtà di “campo” che testimonia una grande speranza: le scuole di
formazione di alto profilo non mancano, i teatri non mancherebbero, le produzioni capaci di proporre lavori importanti o di crescere con creatività e scelte di alto profilo nemmeno.
Bisognerebbe, a mio avviso, mettere tutto insieme, con ascolto delle istituzioni, con
attenzione dell’amministrazione di prossimità e con la scelta -coraggiosa- di investimenti strutturali che garantiscano prima di tutto un posizionamento “territoriale” della nostra terra nella mappa del musical italiano.
Se ciò accade con il teatro classico (penso a Siracusa e all’eccellenza della stagione di
commedie e tragedie), perché non tentare di favorire le condizioni perché alla Sicilia si
possa guardare anche in ambito musical?
Per quanto riguarda invece la fruizione artistica, parlo di grandi spettacoli di teatro
e in particolare del musical theatre, la Sicilia come si pone?
Anche in questo caso la risposta merita una duplice osservazione: da una parte è innegabile che una sostanziosa fetta di pubblico sia ancora troppo affezionata ai grandi classici, alle stagioni di comicità e ai “soliti” nomi affermati che certamente non rappresentano un pubblico di grande interesse per le produzioni di musical o di grandi spettacoli (almeno se consideriamo le produzioni locali perché i grandi spettacoli
di produzioni non siciliane “importati” non fanno della partita nelle valutazioni di noi produttori territoriali).
Dall’altra parte, però, forse la domanda andrebbe ampliata: chi è il pubblico dei grandi
spettacoli in Sicilia? La considerazione nasce da uno sguardo che va oltre il teatro. I concerti sono stracolmi, gli eventi pure, i festival registrano numeri considerevoli, il cinema è in linea con il resto della nazione. Da qui la considerazione che rimette la palla a noi “addetti ai lavori”: è il pubblico che non sceglie il musical o le produzioni che non lo propongono in modo adeguato?
La nostra opinione aziendale è che un pubblico esista e che non sia neanche così piccolo, ma va stimolato con prodotti nuovi.
Forse, vanno costruiti i fruitori del domani, non basta soltanto parlare al pubblico di oggi.

Parliamo di questa prossima produzione: perché la scelta è ricaduta su Heaters?
Perché Heathers è un musical che rispecchia perfettamente il nostro gusto.
E perché musicalmente è un grande prodotto. I temi trattati sono estremamente delicati e universali, nonostante l’estetica del musical e il linguaggio “lontano” dalla cultura italiana. La scelta nasce dall’ascolto sommerso di quella fetta di appassionati che, siamo certi, non speravano di vedere in Sicilia questo prodotto. La nostra realtà è tutta under 30, ci siamo detti che una scelta del genere avrebbero potuto farla in pochi e abbiamo deciso di fare la nostra parte.
Cercando in rete, emerge che -per quanto riguarda Heaters- non è in realtà la prima volta che viene fatto un tentativo di messa in scena (e di traduzione/adattamento) di questo musical in Italia.
Voi avete ripreso qualcosa di altri allestimenti o il vostro è un progetto totalmente nuovo?
No, non è la prima produzione italiana… per fortuna.
Sicuramente, “Heaters” non è un titolo comune o presente in molte stagioni, ma sono stati fatti degli ottimi tentativi. Il nostro progetto ha certamente una forte ispirazione alla messa in scena originale, ma l’idea di fondo del nostro adattamento è quella di rispettare la volontà dei fan e offrire uno spettacolo godibile per i “non fan”.
Il presupposto di partenza è che l’adattamento che stiamo realizzando nasce dalla mente e dalla penna di grandi appassionati che guardano al musical di West End e Off-Broadway cercando di prendere il meglio da quella cultura, senza copia e incolla ma con una rilettura critica e, ci auguriamo, ispirata.
Come tu stesso accennavi, Heaters tratta di una tematica delicata: il bullismo. Un argomento, purtroppo, vicino a problematiche vive nella realtà scolastica italiana attuale, seppur forse gli episodi che accadono nel nostro contesto scolastico siano differenti da quelli del contesto anglo americano… parliamo, però, di una tematica sicuramente "urgente" e vicina a tutti…
Sì, il punto è esattamente questo. Il contesto del musical e i linguaggi utilizzati sono il contorno di una storia che parla di temi universali. Primo tra tutti l’esigenza di ascoltare i giovani e i problemi della gioventù, il che è fondamentale per garantire assistenza concreta a chi è nelle fasi più delicate della sua crescita. Il suicidio giovanile, ad esempio, spesso è la conseguenza di un mancato ascolto, di un mancato dialogo.
Heathers ha il merito di trattare il tema con un umorismo nero che non è dissacrante, ma è funzionale ad avvicinare la riflessione al target d’interesse: i giovani per sentirsi meno soli e più rappresentati; gli adulti per sentirsi più pronti all’attenzione, all’ascolto. Speriamo che vengano a vedere lo spettacolo tanti ragazzi con i propri genitori, attenzionando non l’umorismo nero ed etichettandolo come scorretto, ma comprendendo l’esigenza di “accendere una luce” sul cuore della questione: ascolto, sempre.
Come siete entrati in contatto con la produzione originale del musical e con gli aventi diritto? Avete avuto modo di vedere l'opera all'estero e/o interagire con gli autori originali?
Il musical Heaters appartiene al catalogo dell’agenzia mondiale licenziataria CONCORD THEATRICAL USA. Il primo approccio, quindi, è stato proprio con loro: abbiamo fatto le nostre richieste, discusso delle nostre idee di produzione e stiamo ora discutendo con gli autori (sempre per loro tramite) delle varie idee di adattamento.
Quello delle licenze autoriali è un percorso complesso, ma dobbiamo ringraziare la Concord per il grande lavoro fatto nell’intermediazione e nella gestione (non semplice talvolta anche per la distanza geografica e le differenze con gli orari di ufficio). Una volta ricevuto l’ok, abbiamo firmato i contratti e acquistato la licenza che ci ha permesso di annunciare la produzione ed iniziare i nostri lavori per il debutto, previsto nell’ottobre 2027.

Cosa c'è nel vostro Heaters di diverso rispetto agli altri, compresa la versione originale?
C’è, crediamo, l’idea di volerlo realizzare come dei veri e propri fan sfegatati. C’è l’idea di renderlo grande per passione e per idee prima ancora che per budget. La diversità crediamo possa essere ravvisata nella natura stessa della nostra produzione. Dobbiamo dimenticarci dell’originale ma guardarlo come un punto di riferimento per fare le cose esattamente come ogni appassionato vorrebbe.
Pur essendo tu molto giovane, ti occupi di una realtà ambiziosa... quali sono i prossimi step, i progetti nel cassetto?
Non sono solo! Siamo io, Claudia Calanna, Luana Cannavò, Flavia Pirronitto e Serena Pagano.
Non abbiamo ancora 30 anni e abbiamo tutti lasciato moltissimo per fare il mestiere che facciamo oggi. Siamo 5 pazzi che hanno deciso di provarci e siamo qui oggi a raccontarlo. L’ambizione la devi avere per forza se decidi di buttarti così tanto. Siamo partiti da nulla - o quasi - e oggi abbiamo costruito passo dopo passo una realtà che ha una direzione. Formare giovani talenti per creare opportunità in Sicilia, produrre spettacoli anche di questa portata per posizionare la Sicilia nel radar del musical italiano, arrivare al pubblico siciliano e non con la convinzione di raccontare un metodo prima ancora che una storia.
Partiamo dalla formazione e per questo motivo abbiamo aperto una scuola (The Spot Musical Academy), dopo anni di lavoro sul palco, perché crediamo nel valore dello studio e perché non pensiamo sia possibile un futuro per una realtà come la nostra se non si creano dentro le mura della realtà stessa i professionisti del domani. Il prossimo step sarà una stagione 2027 con due spettacoli inediti oltre Heathers che non è un punto di arrivo ma una ripartenza in salita. Non sappiamo cosa accadrà dopo ma… la direzione è segnata.
Speriamo che, come spesso diciamo, il prossimo step sia “un po’ più bello del precedente e un po’ più brutto del successivo”.
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