BWW Interview: Michelangelo Nari - SWEENEY TODD al Teatro Colosseo

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BWW Interview: Michelangelo Nari - SWEENEY TODD al Teatro Colosseo

Incontriamo Michelangelo Nari, una delle voci più calde e versatili del musical italiano reduce dal successo della prima data del suo omaggio al grande Charles Aznavour e alla vigilia del suo debutto nella prima versione italiana di Sweeney Todd, il celebre lavoro di Stephen Sondheim:

Il tuo omaggio a Charles Aznavour è stato molto intenso ed emozionante: come e quando hai iniziato ad apprezzarlo? Cosa ti ha colpito nelle sue composizioni ?

Se ripenso alle musiche che risuonavano a casa quando ero piccolo mi vengono in mente le canzoni dei cantautori italiani e degli chansonnier francesi, quindi Aznavour c'è sempre stato nella mia infanzia. Ho ascoltato e cantato tantissime cose in questi anni, ma solo negli ultimi ho riscoperto davvero quanto questo repertorio mi piacesse e mi emozionasse. Mi affascina nella sua musica quella vena serenamente malinconica e la grandissima capacità evocativa dei testi e delle melodie. Paragonerei queste canzoni a quadri impressionisti, dai contorni poco netti ma capaci di arrivarti dentro con estrema facilità.

Hai preso parte a molte produzioni di musical: Qual è il ruolo che più ti ha emozionato, che ti è rimasto dentro.

Devo dire la verità : anche se ho lavorato principalmente nel mondo del musical solo negli ultimi anni, non ho una formazione da performer e non mi definisco tale. Studio canto da quando ho 16 anni e mi sento principalmente un cantante, sono arrivato alla recitazione solo in un secondo tempo... e alla danza probabilmente non arriverò mai! Perciò quello che mi è rimasto dentro è stato il mio primo ruolo in una produzione importante, anche se non era un musical "classico" : Govinda in Siddhartha the Musical, con cui sono stato nei principali teatri italiani e all'estero (USA, Messico, Svizzera, Francia, Scozia). Peraltro, è una tipologia di ruolo che spesso ho ritrovato poi altrove: il miglior amico, il compagno e il confidente sorridente, brillante e rassicurante. E poi il mio Lucio in Sanremo Musical, perché è proprio uno spettacolo "da cantante", nel quale interpreto i brani più belli della storia della musica italiana. Calcare il palco dell'Ariston è stata un'emozione fortissima, e farlo con al mio fianco dei grandi amici come Rosy Messina e Giovanni De Filippi lo ha reso ancora più bello.

E qual è il tuo "dream role", il personaggio che sogni da sempre di interpretare?

Ti do due risposte: Jesus in Jesus Christ Superstar (Gethsemane è stato da sempre il mio "brano da audizione" preferito) e Gringoire in Notre Dame de Paris.Decisi di intraprendere questa carriera esattamente il 25 febbraio 1999, quando Riccardo Cocciante presentò in anteprima al Festival di Sanremo il cast originale francese di Notre Dame ed ascoltai per la prima volta il brano "Belle". Far parte di quello spettacolo rappresenterebbe per me una chiusura del cerchio. In un'occasione ci sono andato abbastanza vicino e ci ho creduto, rimanendoci poi malissimo quando fui scartato, ma chissà cosa può riservare il futuro... Di certo quelle melodie mi rappresentano molto e mi risuoneranno sempre dentro!

Sarai presto in scena nella prima produzione italiana di Sweeney Todd, di Stephen Sondheim, con debutto al Teatro Colosseo di Torino e a inizio novembre al Teatro Olimpico qui a Roma: come ti stai preparando ad affrontare una partitura ed un ruolo non certo facile?

Sono davvero felice di iniziare il lavoro con Sweeney Todd, non vedo l'ora. Sono piacevolmente terrorizzato dalla partitura e dalle 300 pagine di copione che sto memorizzando! È un musical splendido e il personaggio che interpreto, Tobias, è sicuramente il mio preferito della storia, non avrei potuto chiedere di meglio! Ci sono tante interpretazioni che ho visto, sto cercando di ispirarmi a molti senza poi copiare nessuno. Tra le varie edizioni, mi è piaciuta molto l'innocenza e l'ingenuità di una versione concerto con Neil Patrick Harris, mi sembra una direzione giusta per quello che sarà il mio Tobias.Vedremo cosa ne penserà Claudio Insegno, con cui lavoro per la prima volta!

In occasione di questo ruolo, la domanda d'obbligo per tutti gli amanti del musical: Sondheim o Lloyd Webber?

Eheheh, in questo momento ti direi Sondheim essendo entrato nel suo mondo... Ma probabilmente i lavori di Lloyd Webber sono più in linea con i miei gusti musicali: Phantom, Jesus, Joseph, Sunset Boulevard, Love never dies. Certo, cantare le armonie e gli intervalli di Sondheim è una sfida non indifferente, vediamo come sopravvivrò a questo inverno!!!

Oltre alla serata Aznavour e Sweeney Todd, ci sono altri progetti nel tuo futuro?

Progetti ce ne sono tantissimi, chi si ferma è perduto! Parlando di musical, in primavera riprenderà Sanremo Musical, con un tour in importanti teatri, e ci sono i progetti di Simone Martino, con cui collaboro da tanti anni: La Sirenetta di Andersen, San Michele e L'Angelo dell'Apocalisse e forse il Canto di Natale. Lavorerò poi per il quarto anno consecutivo con la Compagnie Française de Théâtre di Roma per spettacoli in lingua francese. A livello discografico c'è in ballo un progetto inedito che mi vede solo come interprete, spero che veda la luce ad inizio 2020. Ma la cosa che attualmente mi sta più a cuore è il progetto dedicato ad Aznavour, che voglio ampliare e proporre il più possibile: sto pensando alla registrazione di un CD acustico e a portare questo repertorio anche altrove, sicuramente a Milano e in Svizzera, vediamo cosa succederà. Come dico sempre, è fondamentale restare aperti e spaziare tra tanti stili e generi diversi, ma è altrettanto importante ricordarsi e valorizzare i mondi nei quali ci si sente "a casa", e per me le canzoni francesi rappresentano proprio questo. Incrociamo le dita!!!



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