BWW Interview: Brunella Platania parla di 'Antonietta e Gabriele'

BWW Interview: Brunella Platania parla di 'Antonietta e Gabriele'

Parliamo oggi di "ANTONIETTA E GABRIELE" di Simone Sibillano, in scena del 27 febbraio al 1° marzo al Teatro Altro Spazio di Roma. Ne parliamo con una delle protagoniste: Brunella Platania.

BWW: Di che spettacolo si tratta?

B.P.: Era un po' di tempo che con Simone avevamo in mente di portare in scena qualcosa che coinvolgesse due personaggi, che fosse qualcosa di intimo, di profondo, di molto italiano che avesse a che fare con una storia personale forte coinvolgendo dei temi in qualche modo sempre molto attuali e molto importanti dando a tutti e due la possibilità di mettersi in gioco a livello soprattutto attoriale come non avevamo ancora potuto fare.

Confrontarsi con un testo inedito, scritto da Simone Sibillano, ma ispirato alla sceneggiatura di "Una giornata particolare" di Ettore Scola con questi due mostri sacri, Mastroianni e Sofia Loren, per cui già solo il paragone ci fa tremare le vene ai polsi. Simone non ha voluto fare nessun paragone ma solo trarne ispirazione per raccontare una storia appunto "particolare" nella misura in cui riguarda ogni individuo e, allo stesso tempo, universale perchè coinvolge nei propri temi la storia di un intero paese.

BWW: Stando alle vostre dichiarazioni, desideravate portare in scena questo spettacolo da molto tempo. Quando e come è nata l'idea?

B.P.: La fascinazione che su tutti e due ha creato questo film grandioso è stata proprio dovuta al modo di raccontarla, al modo di fotografare quella giornata particolare per tutta l'Italia. Questo folle, che ha contagiato con la sua diabolica pazzia le masse e ha inginocchiato anche il nostro paese ai suoi folli intenti, veniva ad invadere in maniera amichevole, come visita, in trionfo, questo nostro paese.

Una giornata particolare in quanto ha segnato poi la vita di tutti in qualche modo, in cui si sono incontrati questi due uomini che hanno giocato a scacchi con i destini degli italiani e, nel frattempo, questi due piccoli esseri umani hanno scoperto tanto di loro in una sola giornata. Questo ha creato in noi un transfert che in qualche modo Simone ha cercato di rendere in maniera teatrale riempiendo i vuoti, i "non detti" di quella storia. E poi le musiche usate per riempire questa narrazione sono musiche del pensiero, non sono legate agli anni ma sono voci del pensiero dei due protagonisti e di chi, in qualche modo, si rivede in loro.

BWW: Perché avete scelto il crowdfunding come forma di finanziamento per questo progetto?

B.P.: Per un senso di libertà, per la possibilità di essere indipendenti e di poter portare in scena qualcosa di nuovo senza dover essere soggetti a scelte, a gusti e a politiche che spesso bloccano e impediscono i nuovi sprint, in qualche modo. Per cui proprio per un senso di assoluta libertà e per avere la possibilità di dire "l'abbiamo fatto con le nostre forze" e di chi ci crede e ha voluto anche con poco, che è tanto comunque, produrre insieme a noi questo sogno.

BWW: Il crowdfunding è già uno strumento utile per gli artisti italiani o dovrà passare ancora qualche anno perché venga sdoganato del tutto?

B.P: Ritengo che debba passare ancora tempo. L'idea della donazione, del legame tra artisti e pubblico che diventa in qualche modo forza viva di produzione, deve ancora prendere piede. L'idea di questa libertà, di questa forza comune ancora ha bisogno di essere chiarita, resa possibile proprio nelle menti. Questo sostegno fra pubblico e artisti, l'idea che il teatro appartenga a tutti, che la produzione artistica, che la creatività possa essere sostenuta anche nel piccolo da una casalinga o da uno studente diventi una forza reale, deve diventare di per sé una realtà. Noi siamo riusciti nel nostro piccolo a convogliare delle forze affettuose e questo ci rende molto felici.

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